CHI SIAMO

RISE UP 4 CLIMATE JUSTICE è un movimento nato lo scorso settembre al Venice Climate Camp. Siamo uno spazio politico radicale che pretende un cambio di rotta e un’alternativa concreta ad un sistema che sta depredando il nostro pianeta e uccidendo il nostro presente e il nostro futuro. Agiamo e ci mobilitiamo contro i colossi responsabili della crisi climatica.

La nostra volontà è quella di creare le condizioni per uno spazio che sia il più possibile inclusivo, aperto e orizzontale, dove momenti assembleari e iniziative politiche si intreccino, dove pratiche di lotta e processi organizzativi camminino di pari passo.

La questione del clima non è qualcosa su cui si torna indietro. Il concetto di giustizia climatica dev’essere un vettore di trasformazione radicale e complessiva, in cui la ricomposizione delle contraddizioni del capitale e l’autonomia degli spazi di movimento che creiamo materializzino la contesa che lanciamo verso quelle forze che stanno applicando nuove forme di dominio e sfruttamento.

Crediamo che questa crisi si articoli in modo forte nell’ambito riproduttivo, che ha sempre avuto un ruolo secondario nel sistema tradizionale capitalistico. I corpi, la cura, la riproduzione ecologica, l’educazione, il welfare sono gli ambiti più colpiti dall’attuale crisi, che potrebbe portare a una ristrutturazione senza precedenti del sistema capitalistico, nella quale i processi di accumulazione e i tentativi di estrazione di valore saranno sempre più violenti nei confronti della vita umana e non umana.

 

Vogliamo adottare una prospettiva globale, se pensiamo agli effetti prodotti dal neocolonialismo in America Latina come in Africa. Con colonialismo intendiamo non soltanto le disuguaglianze di potere che pervadono ancora le interazioni sociali, culturali, economiche ed ambientali a livello globale, ma anche le attitudini mentali e relazionali di dominio e sfruttamento che formano il nostro rapporto con noi stessə, i nostri simili, e gli altri essere viventi.

Viviamo in tempo reale questa fine del mondo. La pandemia, e la paralisi globale che ha prodotto, sono la diretta conseguenza di una struttura sociale fondata su profonde ingiustizie e disuguaglianze. Il Covid-19 ci ha parlato della fragilità di diritti che diamo per scontati. Ma il desiderio di cambiare lo stato di cose presenti ha dato vita a un piano condiviso, a un patto che apre un nuovo spazio politico di elaborazione ed azione radicale. Questo spazio pone al centro la questione ambientale raccogliendo gli spunti intersezionali che l’ecologia politica ci offre e guarda all’azione diretta verso obiettivi ben identificati e chiari a partire da subito!